BABA JAGA
5 febbraio 2027
di Cristiano Arsì
Genere dello spettacolo: Drammatico
Con Camilla Bernardi, Alessandra Berton, Sara Crestini, Andrea Gagliardi, Sara Vasselli
Regia di Cristiano Arsì
Autore: Sara Vasselli
In un piccolo paese del centro Italia arriva una nuova professoressa di scienze naturali e chimica.
Il suo trasferimento suscita curiosità: perché lasciare una cattedra stabile a Torino, una città viva e piena di possibilità, per scegliere un luogo così distante e apparentemente anonimo?
La donna, affascinante, colta e premurosa, conquista rapidamente la fiducia di studenti e colleghi.
Agli occhi di tutti è un’insegnante modello: attenta, disponibile, capace di riconoscere le fragilità dei ragazzi e offrire loro un punto di riferimento. Tra i suoi studenti sceglie tre adolescenti: Emma, Federico e Miriam. Tre giovani accomunati da un profondo bisogno di essere visti e accolti. Con la scusa di creare un gruppo di studio pomeridiano per aiutarli a recuperare le materie scolastiche, la professoressa li invita nella propria casa. Quello che sembra un luogo di crescita e protezione diventa lentamente uno spazio chiuso, in cui il confine tra cura e controllo si dissolve. La donna entra nelle loro vite, conosce le loro ferite più intime e trasforma la fiducia in dipendenza.
Emma è la prima a subire il peso della sua influenza. Quando la ragazza vuole partecipare al funerale della nonna, una delle persone più importanti della sua vita, la professoressa glielo
impedisce con una motivazione apparentemente premurosa: teme che quel dolore possa farla ricadere nell’alcolismo da cui sta cercando di uscire. Ma dietro quella preoccupazione si nasconde
un gesto di controllo e isolamento. Emma comincia a intuire che qualcosa nella sua insegnante non è ciò che sembra, ma è ormai troppo legata a lei per riuscire a ribellarsi.
Nel frattempo Federico, ragazzo omosessuale in un contesto che fatica ad accettarlo, inizia a mettere in discussione la figura della professoressa. Attraverso una serie di ricerche scopre antiche storie e leggende legate alla figura di Baba Jaga e comincia a chiedersi se la donna che li sta manipolando sia soltanto una persona crudele o se dietro di lei si nasconda davvero qualcosa di più oscuro. La risposta non verrà mai completamente chiarita: il dubbio rimane sospeso tra realtà e mito.
A differenza degli altri, Federico sceglie di opporsi apertamente. Per ristabilire il proprio potere su di lui, la professoressa compie un atto di violenza sessuale. Emma assiste alla scena senza riuscire a intervenire. In quel momento tutte le sue certezze crollano: la perdita della nonna, la consapevolezza della manipolazione subita, la violenza contro Federico, il senso di colpa per essere rimasta immobile. Incapace di affrontare il dolore, Emma ricade nell’alcolismo e va incontro alla propria distruzione.
Federico, devastato dalla violenza subita e dalla totale impossibilità di trovare una via d’uscita, sceglie il suicidio. La sua morte rappresenta il punto più estremo del potere esercitato dalla professoressa: la distruzione completa di un’identità e di una voce che aveva provato a ribellarsi. Miriam sembra essere la più vicina alla donna, ma nasconde un legame destinato a cambiare il significato di tutta la storia: è sua figlia. Attraverso Miriam emerge la domanda più inquietante: la professoressa ha generato la propria erede o l’ha condannata a ripetere lo stesso ciclo?
All’esterno nulla sembra accadere. Il paese continua la propria vita senza sospettare nulla. La professoressa rimane una figura stimata e rispettata, mentre nell’ombra il suo potere cresce. Solo lo spettatore è costretto a interrogarsi sulla sua vera natura: è una manipolatrice capace di distruggere le persone più fragili o è davvero qualcosa di più antico, una creatura appartenente alle leggende?
La vicenda è narrata da un quinto personaggio che lentamente si fa sempre più partecipe delle vicende finché, sul finale, non sarà chiaro che si tratta proprio di Miriam, più grande, che sta
ripetendo il ciclo con dei nuovi ragazzi.
Venerdì ore 21.00
Posti limitati, prenotazione obbligatoria.
Info e prenotazioni:
Telefono e WhatsApp: 342.6864372
Mail: prenotazioni@teatroif.it

