VIA NOMENTANA

10 e 11 aprile 2027

di Chiara Tomei


via nomentana, locandina
Genere: Tragicomico
Con Chiara Tomei
Regia di Marc-Antoine Kelertas
Autore: Chiara Tomei


Alba, via Nomentana.

È un giovedì mattina del 1999, è novembre e a Roma piove sempre. Clara ha 12 anni, anche se sembra più grande, è come tutte le mattine insieme a suo padre nella Renault grigio smog mentre tentano di arrivare a scuola fra clacson e urla di una trafficatissima via nomentana, quella mattina il padre è più nervoso del solito, a causa di una riunione col capo che deciderà o meno le sorti del suo licenziamento.

Clara invece a scuola proprio non vuole andare, quella mattina avrebbe dovuto sostenere un tema sulla famiglia, e lei, disgrafica, dislessica non ne vuole parlare. Raccontano storie per trascorrere il tempo ma proprio quando il racconto sta per decollare la macchina si ferma, hanno bucato. il padre disperato esce e va alla ricerca di un gommista, lasciando sola Clara in macchina ad aspettare.

Non è stato un incidente, ma è stata Clara ostinata nel suo rifiuto di andare a scuola a mettere un chiodo nella gomma. Presto la gioia di aver provocato quel buco fa posto ai sensi di colpa e alle conseguenze di tutto ciò, non le rimane che scappare, ma ecco che dai sedili posteriori spunta un bambino, un bambino non visto. Lo spavento è troppo e allora Clara scappa davvero.
Il bambino invece afferma di essere il figlio non voluto, è rosso di capelli e aspira ad essere il demonio dunque cosa gli resta se non infittire la trama di quella mattinata?

Il padre nel frattempo dopo aver inutilmente chiesto aiuto ad un venditore ambulante con cui scambia rose, rose costosissime, rose che pesano come mezzo grammo di cocaina, torna e non trova Clara.
Clara già lontana corre sotto i pini di Roma, corre e invoca la mamma ma dagl’alberi copiose piovono processionarie, l’animale più spaventoso di sempre e si rifugia nel ristorante cinese di Den Xiaoping, dove spera di trovare protezione. E in effetti la donna la sfama, le mette lo smalto e la convince a tornare, non senza averle insinuato una sua presunta relazione col padre. Clara torna e trova ancora quel bambino che la incita a scappare, assomiglia sempre di più a suo fratello, ma ecco che torna il padre, la rabbia si mischia al dolore. Clara chiede spiegazioni e trova solo le bugie del padre. Apre la portiera della macchina e in un moto di ribellione preadolescenziale, scappa finalmente e sale sul mitico 337, l’autobus peggiore di Roma.

Ad arrestare la sua corsa però arriva il controllore ma sarà un bellissimo ragazzo forse americano, a contrastare il controllore. Scendono ridenti e ribelli, parlano di Nostradamus mentre fumano. Clara è già innamorata, vorrebbe un bacio ma lui la rifiuta e va via, ricorda ora Clara quando era bambina. Ricorda lei e suo fratello e di quanto gli piacesse mettere il Nesquick sotto la lingua e aspettare che si sciogliesse, avevano 6 e 7 anni, erano in camera da letto, si scambiavano baci, scoprivano i corpi diversi, la radio era accesa e c’era silenzio, ma quando arriva il padre a scoprirli, Clara finalmente ricorda…Ricorda quanto amasse il fratello al punto da desiderare di ucciderlo. Il dolore del rifiuto del ragazzo americano si mischia a quello del passato e la spinge ancora più lontana su una vecchia pensilina dove incontra Martin, prostituta trans, sfuggita ad una famiglia violenta. Per Clara è la creatura più bella che ci sia e le racconta tutti i suoi segreti, e proprio quando il senso di colpa e la verità di ciò che era accaduto anni prima col fratello stanno per emergere, ecco che arriva il padre, la mette in macchina e Clara crolla, dorme ma sogna l’incidente in cui anni prima era morto suo fratello.

Aveva sei anni, suo fratello ne avrà per sempre sette. La domanda però è atroce, fu in incidente o un atto volontario da parte di Clara? La domanda è troppo dolorosa per resistere alla coscienza e la scuola non è così lontana ormai, la macchina è stata riparata, solo il sogno rimane, cosa ricordi chiede il padre, Clara risponde niente, ricordo solo le cose belle.

Anni dopo, Clara è ancora li, ha 33 anni, è in fila come tutte le mattine sulla via Nomentana ma quella mattina, rasta di nome Eslam, solleva le macchine e profetizza un mondo nuovo senza macchine, un mondo progettato da tutti i ragazzi che sono morti sulla Via Nomentana e fra loro anche suo fratello che vive da tempo sugli alberi come un uccello ma anche come pesce lo vedrebbe bene.


Sabato ore 21.00 e Domenica ore 17.30

Posti limitati, prenotazione obbligatoria.

Info e prenotazioni:

Telefono e WhatsApp: 342.6864372

Mail: prenotazioni@teatroif.it